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Prima generazione di computer: inizio, storia ed evoluzione

L’uso del computer nella nostra civiltà ha cambiato le nostre vite, si potrebbe dire, quanto il fuoco o la ruota, ogni protagonista del suo momento. Tanto che l’invenzione e lo sviluppo di tali macchine si divide in diverse generazioni. Oggi studieremo tutto sulla prima generazione di computer.

Considera che quella che per te ormai è un pezzo tra i più comuni, decenni fa è stata una scoperta che ha cambiato il modo di lavorare, di vivere, offrendoti innumerevoli e imprescindibili comodità che sono già entrate a far parte della quotidianità come il cellulare e la televisione.

La prima generazione di computer: caratteristiche

La storia dell’informatica merita un’attenzione particolare, e questa volta vi racconteremo come è iniziata raccontando in cosa consisteva questa prima fase dell’informatica, come si è evoluta, chi sono stati i personaggi protagonisti di questa scoperta e, naturalmente, i macchine che si sono distinte di più..

Il periodo della prima generazione di computer va dal 1940 al 1952, tenendo sempre conto della data di vendita, riconoscimento o immissione sul mercato. Se invece guardiamo alla base del funzionamento dei dispositivi, si continua fino al 1958, ed è anche vero che, fino a quell’anno, la caratteristica principale di questa rivoluzione ha continuato ad essere lo standard.

Le sue caratteristiche, tra l’altro, sono poche e semplici:

  • Queste macchine sono state costruite con un sistema di valvole del vuoto. Troviamo lampade elettroniche in sostituzione di quelle meccaniche, relè, schede perforate, memoria a nucleo magnetico.
  • Implica il passaggio da macchine di calcolo manuali e semi-manuali all’implementazione di calcoli e lavori di calcolo automatici e digitali.
  • Erano programmati con un linguaggio macchina, il più semplice mai inventato, un sistema di codici che un circuito poteva interpretare.
  • Le dimensioni di queste macchine erano enormi, così come il consumo di energia.
  • Avevano uno scopo preciso (principalmente accademico e militare) e venivano costruiti su misura.

Evoluzione e storia della prima generazione di computer

L’origine dell’informatica è attribuita all’inventore e matematico C. Babbage ‘s Analytical Engine. Il suo design parlava di dare ordini a una macchina in modo che fosse incaricata di eseguire calcoli oltre a salvare i dati.

Sebbene idee simili esistessero in tutto il pianeta e le scoperte fossero simultanee, la verità è che storicamente il primo computer riconosciuto come tale è l’ENIAC, che si è nutrito di un’idea precedente e a sua volta è stato un precedente del primo computer commerciale UNIVAC I.

Inoltre, con questa pietra miliare, questo modello ha introdotto un compilatore in grado di interpretare due linguaggi diversi. Un altro grande risultato che ha incluso è stato un sistema di nastri magnetici, interpretabile in due direzioni e con l’evidente capacità di rilevare facilmente gli errori.

Quando furono creati i computer a programma memorizzato, l’industria iniziò a tremare per la richiesta » calda » di diverse dozzine, poiché significava non dover riprogrammare la macchina a mano (portando al suo smontaggio e rimontaggio quasi completo dalle singole parti). programmato per lo scopo in questione), ma per poterlo utilizzare per vari scopi, rendendolo più versatile e interessante per un pubblico in crescita.

Principali inventori di computer di prima generazione

Dietro tutta questa evoluzione c’erano grandi persone che hanno fatto la differenza:

1- J. Presper e J. Mauchly:

Erano rispettivamente un ingegnere e un fisico, formarono l’azienda e furono gli ideatori dell’UNIVAC I, un calcolatore automatico che svolse un importante lavoro di censimento.

2- von Neumann:

Pioniere nell’uso dell’aritmetica binaria nei computer elettrici. Insieme ad altre grandi menti pensanti, sviluppò concetti che fecero scalpore e che sono usati ancora oggi, come il «Core Concept«.

3- Howard Aiken:

Era l’ingegnere incaricato dello sviluppo delle apparecchiature elettromeccaniche dell’ASCC, che inizialmente lavorava per risolvere parti di varie equazioni differenziali. La sua potenza di calcolo ha attirato molto l’interesse di IBM, che ha finito per finanziare un progetto di modernizzazione dei computer, l’Harvard Mark I.

Ha continuato a lavorare su modelli successivi, aggiungendo sempre più componenti elettronici (fino a creare il primo computer elettronico) e alcuni altri elementi come un tamburo o una memoria con nucleo magnetico.

Ha ricevuto due premi, la medaglia Harry H. Hood nel 1964 e la medaglia IEEE Edison nel 1070, riflettendo e apprezzando i suoi continui contributi pionieristici alla pianificazione e all’istruzione digitale su larga scala.

Quali caratteristiche dei computer sono apparse nella prima generazione?

Per quanto riguarda le macchine che hanno visto la luce in questi anni, si segnala quanto segue:

1- Computer Z1

Questa fu la prima macchina combinata (elettromeccanica) costruita nel 1938. Causava problemi fisici, ma era perfettamente funzionante. Fu offuscato dalla cattiva reputazione del suo inventore, Konrad Zuse, un cittadino tedesco.

2- Colosso

Era un insieme di 10 macchine create con il solo scopo di decifrare i messaggi tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Furono distrutti per ordine di Churchill, ma dopo più di un decennio di lavoro, uno di loro fu restaurato ed è ora in mostra a Londra. Da un punto di vista fisico è interessante l’utilizzo di 15.000 tubi a vuoto.

3- ABC

L’Atanasoff Berry Computer è stato il primo computer digitale elettronico di classe automatica. È stato sviluppato tra il 1937 e il 1942.

I suoi due creatori hanno realizzato questa macchina in grado di risolvere equazioni con 29 incognite con assoluta precisione. Potrebbe non sembrare molto oggi, ma all’epoca era sicuramente un’impresa senza precedenti.

4-MARK I

In questa occasione troviamo una macchina che è un misto di elettronica e meccanica e che è stata prodotta dalla famosa IBM, con Howard Aiken come direttore del progetto. Va notato che è stato progettato con un’evidente ispirazione in un motore analitico.

Non era lungo né più né meno di 15 metri e alto 2,4, il che significava 800.000 pezzi. Aveva ruote di immagazzinamento, relè elettromagnetici, interruttori rotanti e calcolatrici funzionanti in parallelo. Sebbene non sia stato veloce come previsto, è stato un vero successo, fino alla creazione di Mark II e Mark III.

5- ENIAC

Si chiamava Electronic Numerical Integrator and Computer, ed è stato sviluppato tra il 1943 e il 1946. L’idea era che servisse come elemento di calcolo per le operazioni di fuoco dell’artiglieria durante la guerra, ma presto finì.

Fu, senza dubbio, il primo calcolatore elettronico degno di nota, che confermò l’uso di elementi elettronici per l’elaborazione su larga scala, ed era in grado di risolvere problemi matematici di vario genere ed eseguire più di 100.000 semplici operazioni al secondo.

Questa macchina poteva essere facilmente riprogrammata (anzi, riprogrammata), il che la rendeva «versatile», e che all’epoca sembrava ovvia. Per questo motivo è considerato uno dei primi ad uso universale. Era ancora più massiccio del suo predecessore, della stessa lunghezza ma profondo 9 metri. Comprendeva 40 pannelli e il suo peso superava le 30 tonnellate.

6- Manchester Baby

È stato progettato congiuntamente da diversi scienziati che hanno lavorato presso l’università della città, da cui ha preso il nome, nel 1948. È stata una rivoluzione perché è stato il primo a lavorare con un programma che veniva memorizzato nello spazio dei dati e, quindi, potrebbe essere usato come tale.

7- UNIVAC I

L’Universal Automatic Computer del 1951 fu prodotto nelle stesse mani dell’ENIAC, ma questa volta per creare una macchina ad uso commerciale per elaborare enormi quantità di dati (infatti fu la prima macchina)..

Nel suo design spicca l’inclusione di linee di ritardo del mercurio, che hanno permesso di ridurre significativamente il numero di tubi a vuoto a 5000, riducendo anche le dimensioni del dispositivo. Per quanto riguarda le sue prestazioni, era in grado di eseguire più di mille calcoli complessi al secondo e centinaia di migliaia rispetto alle operazioni più semplici.

8- LEONE

Leo è un computer che, pur non apportando nulla di nuovo a livello fisico, rispetto alla programmazione o all’utilizzo degli elementi, ha fatto la storia perché utilizzato per risolvere problemi aziendali, cosa che all’epoca significava un maggiore riavvicinamento con la popolazione e un’iniezione in termini di ricerca, l’inizio di quello che sarebbe un mostruoso processo di sviluppo, per decenni e decenni, in cui siamo ancora immersi.

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